Cambiamento

Noi siamo un fascio di abitudini mentre tutto intorno a noi cambia continuamente, sosteneva il filosofo e psicologo William James (1842 – 1910).

Eraclito di Efeso (540 – 480 a.c.), il filosofo del divenire, scrisse “Non si può discendere due volte nel medesimo fiume e non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato…..”. In sintesitutto scorre, tutto cambia.

Chissà cosa direbbe Eraclito della nostra società postmoderna!

Il sociologo Zygmunt Bauman (1925 – 2017) l’ha definita società liquida. Una società in cui le relazioni e le strutture sociali si sgretolano e ricostituiscono rapidamente in modo incerto, fluido e volatile, nella quale mancando ogni punto di riferimento stabile e ogni certezza l’apparire, il consumo bulimico, la possibilità di sostituire persone e cose diventano valori supremi. Usando le parole di Bauman:

“La modernità liquida è la convinzione che il cambiamento è l’unica cosa permanente e che l’incertezza è l’unica certezza”

Nonostante ciò il cambiamento rappresenta un’abitudine a cui molti faticano ad adeguarsi, continua a spaventare e disorientare, ci fa sentire costantemente impreparati. Fiumi di inchiostro e di parole scorrono ogni giorno sul tema del cambiamento, nel tentativo di imparare ad affrontarlo e gestirlo: libri, corsi manageriali, incontri di coaching, sedute di psicoterapia.

Nel gergo aziendale sono diffusi due termini giapponesi che hanno a che fare con questo argomento: Kaizen e Kairyo. Entrambi i termini contengono la medesima radice KAI, che significa cambiamento o riforma, ma indicano due processi molto diversi.

Il termine Kaizen indica un cambiamento continuo, lento e costante: ha come alleato il tempo, non rompe con il passato ma se ne distacca gradualmente. Un fenomeno simile al cambiamento del nostro corpo che si trasforma lentamente e continuamente senza che ce ne accorgiamo e solo guardando una nostra foto a distanza di qualche anno ci rendiamo mestamente conto del grosso cambiamento. Il kaizen è  uno dei cardini del Toyota Production System.

Il termine Kairyo indica un cambiamento radicale, rapido e discontinuo, che rompe totalmente con il passato. A differenza del precedente, un cambiamento rapido e radicale non può passare inosservato a chi vi partecipa e chi si trova a viverlo reagisce in modo molto diverso a seconda che sia più o meno preparato e abbia gli strumenti per affrontarlo.

In modo particolare chi si trova a subire un cambiamento repentino e radicale senza guida né preparazione spesso reagisce inizialmente con incredulità, vive i primi momenti come nulla fosse accaduto e solo successivamente cerca di ribellarsi o negoziare. Questo fenomeno viene spesso chiamato resistenza al cambiamento.

In questi casi il nocciolo della questione non riguarda il cambiamento in sè, che come abbiamo visto è insito nella nostra natura biologica e sociale, ma la velocità con cui vengono dissolti gli equilibri pre-esistenti, gli strumenti di cui si è dotati per affrontare l’incertezza della novità e soprattutto la misura in cui si riesce a dargli un significato.

“Chi ha un perché abbastanza forte può superare qualsiasi come.” (F. Nietzsche)

Chi si trova a subire un cambiamento rilevante nel proprio contesto lavorativo (nuove procedure, tecnologie, sistemi informativi, funzioni organizzative), così come nella vita privata si trova di fronte a tre quesiti:

  1. Perché?
  2. Cosa ne sarà di me?
  3. Sarò in grado/avrò le risorse per riuscire?

In un conteso aziendale è importante che il management promotore del cambiamento risponda a queste tre domande sia in fase di comunicazione agli interessati sia durante la fase di progettazione del processo.

Come abbiamo già visto nell’articolo 10 regole per i vostri obiettivi, la chiara esplicitazione delle motivazioni (punto 5) e degli effetti  collaterali (punto 6) permette di prendere in considerazione in modo strategico sia gli aspetti motivazionali sia quelli di resistenza legati al cambiamento desiderato.

Rispondere alle tre domande già durante la fase di progettazione vuol dire, in sintesi, definire in modo esplicito ed approfondito:

  1. gli obiettivi,
  2. le risorse umane, le loro relazioni e interazioni,
  3. i gap da colmare sia di tipo hard che soft.

Rispondere alle tre domande in fase di realizzazione vuol dire:

  1. fornire uno scopo, un obiettivo e un significato alle persone coinvolte,
  2. minimizzare il senso d’incertezza e diffidenza,
  3. ottenere la fiducia nel progetto e dargli concretezza.

E voi, riuscite a rispondere a tutte e tre le domande del cambiamento riguardo alle novità in corso nella vostra vita?

Quali processi di cambiamento Kaizen e Kairyo ritenete più efficaci e in quali contesti?